Roma Antica — Dalla Città all'Impero

La fondazione e i re (753-509 a.C.)

Secondo la tradizione, Roma fu fondata il 21 aprile 753 a.C. da Romolo, che, dopo aver ucciso il fratello Remo in una disputa, stabilì la sua città sul Palatino. La leggenda di Romolo e Remo, figli del dio Marte e allattati da una lupa, è uno dei miti fondativi più celebri del mondo. In realtà, il sito di Roma era abitato fin dal X secolo a.C., e la sua crescita fu il risultato dell'unione di vari villaggi situati sulle sette colline.

Il periodo regio

Per oltre due secoli, Roma fu governata da re. Secondo la tradizione vi furono sette re: quattro latini/sabini (Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marcio) e tre etruschi (Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo). I re etruschi, in particolare, diedero a Roma molte caratteristiche fondamentali: la cloaca maxima (sistema fognario), il Circo Massimo, il tempio di Giove Capitolino, la toga, e l'uso del censimento. Servio Tullio, sesto re, è attribuito l'organizzazione della società romana in centuriae (unità militari e politiche) basate sul censo.

L'ultimo re, Tarquinio il Superbo, fu un tiranno. Nel 509 a.C., la nobiltà romana lo cacciò e instaurò la Repubblica. La leggenda vuole che il gesto fosse vendicato lo stupro di Lucrezia da parte del figlio del re, Sesto Tarquinio. La Repubblica nacque dunque (almeno nella tradizione) come reazione alla tirannide.

La Repubblica (509-27 a.C.)

La Repubblica romana ("res publica", cosa pubblica) fu un sistema politico complesso e equilibrato, con elementi monarchici, aristocratici e democratici. Gli storici greci ammiravano questa combinazione, che chiamavano costituzione mista.

Le istituzioni

Il conflitto degli ordini (patrizi vs plebei)

La società romana era divisa tra patrizi (aristocratici ereditari) e plebei (cittadini comuni). Per oltre due secoli, i plebei lottarono per ottenere diritti politici. Le conquiste furono graduali: la secessione della plebe (494 a.C.) costrinse i patrizi a riconoscere i tribuni; le Leggi delle XII Tavole (451-450 a.C.) codificarono il diritto per iscritto, impedendo arbitrarie interpretazioni aristocratiche; infine, con le Leggi Licinie-Sestie (367 a.C.) un plebeo poté diventare console. Nel 287 a.C. (Hortensia), i plebisciti (deliberazioni dei plebei) divennero vincolanti per tutti i cittadini. La lotta degli ordini fu risolta non con rivoluzione ma con progressiva integrazione: le famiglie plebee più ricche entrarono nell'aristocrazia, formando una nuova nobilitas patrizio-plebea.

L'espansione di Roma

Dopo aver consolidato il dominio sull'Italia (con l'eccezione del sud greco, conquistato nelle guerre sannitiche e nella guerra contro Pirro), Roma si scontrò con Cartagine, la grande potenza fenicia del Nord Africa.

Le Guerre Puniche (264-146 a.C.)

264-241 a.C.

Prima Guerra Punica

Fu una guerra navale per il controllo della Sicilia. Roma, potenza terrestre, costruì una flotta da zero (copiando una quinquereme cartaginese incagliata) e vinse dopo 23 anni di guerra.

218-201 a.C.

Seconda Guerra Punica

Annibale, il grande generale cartaginese, attraversò le Alpi con elefanti e inflisse a Roma le peggiori sconfitte della sua storia: Trebbia (218), Trasimeno (217) e Cannae (216), dove 50.000 Romani morirono in un giorno. Ma Roma non si arrese. Sotto Fabio Massimo ("il temporeggiatore") e poi Scipione, Roma passò al contrattacco. Scipione invase l'Africa e sconfisse Annibale a Zama (202). Cartagine fu ridotta a un Stato vassallo.

149-146 a.C.

Terza Guerra Punica

Roma distrusse Cartagine completamente dopo un assedio di tre anni. La città fu rasa al suolo e il suolo cosparso di sale (secondo la tradizione). Cartagine divenne provincia romana.

La conquista del Mediterraneo

Nei decenni successivi, Roma conquistò Macedonia (146 a.C.), Grecia (146 a.C.), Asia Minore, Siria, Gallia (conquista da Giulio Cesare tra 58 e 50 a.C.), Egitto (30 a.C.). Nel I secolo a.C., il Mediterraneo era diventato un "lago romano" (Mare nostrum).

La crisi della Repubblica

L'espansione portò ricchezza, ma anche problemi enormi. I piccoli contadini (base dell'esercito romano) furono rovinati dalla concorrenza del lavoro schiavile e dalle lunghe assenze in guerra. Le leggi agrarie dei Gracchi (Tiberio, morto nel 133; Gaio, morto nel 121) tentarono di redistribuire la terra pubblica, ma furono uccisi dai senatori. L'esercito divenne professionale e fedele ai suoi generali, non a Roma. La Repubblica entrò in crisi.

La guerra civile: Cesare vs Pompeo

Nel 49 a.C., Giulio Cesare, dopo aver conquistato la Gallia, attraversò il Rubicone con il suo esercito ("il dado è tratto"), sfidando il Senato e Pompeo. Sconfisse Pompeo a Farsalo (48 a.C.) e divenne dittatore perpetuo. Ma il 15 marzo del 44 a.C. fu assassinato in Senato da un gruppo di congiurati guidati da Bruto e Cassio. La sua morte non restaurò la Repubblica, come speravano i congiurati, ma scatenò nuove guerre civili.

Ottaviano e la fine della Repubblica

Ottaviano, figlio adottivo di Cesare, sconfisse prima (con Antonio) gli assassini del padre a Filippi (42 a.C.), poi sconfisse il suo ex alleato Antonio (e Cleopatra) ad Azio (31 a.C.). Nel 27 a.C., il Senato gli conferì il titolo di Augusto ("il divino", "l'eccelso"). Fu la fine della Repubblica e l'inizio dell'Impero.

L'Impero (27 a.C.-476 d.C.)

Il Principato (27 a.C.-284 d.C.)

Augusto governò con potere assoluto, ma mantenne le forme della Repubblica: il Senato esisteva ancora, i consoli venivano eletti, ma il vero potere era nelle sue mani. Questo sistema fu chiamato Principato. Augusto fu un abile amministratore: riorganizzò l'esercito, istituì la guardia pretoriano, riformò le tasse, costruì strade, acquedotti, templi ("trovai una città di mattoni e lasciai una città di marmo"). L'Pax Romana (pace romana) garantì prosperità per due secoli.

I successori di Augusto furono membri della sua famiglia: la dinastia Giulio-Claudia (Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone), poi la dinastia Flavia (Vespasiano, Tito, Domiziano) e gli Adrianei (Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio). Il II secolo d.C. fu l'età dell'oro dell'Impero, sotto i cosiddetti "cinque buoni imperatori" (Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio). Traiano portò l'impero alla massima espansione (conquistò la Dacia, l'Arabia, la Mesopotamia).

La crisi del III secolo

Dopo la dinastia dei Severi, l'impero entrò in una crisi devastante (235-284 d.C.). Guerra civile (oltre 50 imperatori in 50 anni), invasioni barbariche (Goti, Franchi, Alemanni), peste, inflazione e crisi economica misero l'impero in ginocchio.

La riforma di Diocleziano (284-305 d.C.)

Diocleziano salvò l'impero. Divise il territorio in quattro parti (la tetrarchia: due Augusti e due Cesari). Riorganizzò l'amministrazione, l'esercito e le tasse. Perseguì i cristiani (la più violenta persecuzione, quella del 303 d.C.). La sua riforma diede all'impero altri due secoli di vita (in Occidente) e oltre mille (in Oriente).

Cristianesimo e Costantino

Nel 313 d.C., l'imperatore Costantino emanò l'Editto di Milano, garantendo libertà di culto ai cristiani. La persecuzione cessò e il cristianesimo divenne progressivamente la religione dominante. Costantino fondò anche una nuova capitale: Costantinopoli (330 d.C.), sull'antica Bisanzio, che sarebbe sopravvissuta altri 1.000 anni come capitale dell'Impero Romano d'Oriente.

La caduta dell'Impero Romano d'Occidente

Nel V secolo d.C., l'Impero Romano d'Occidente crollò sotto le pressioni dei popoli germanici. Nel 410 d.C., i Visigoti di Alarico saccheggiarono Roma — un evento scioccante per il mondo intero, che per 800 anni era stata intoccabile. Nel 455 d.C., i Vandali la saccheggiarono nuovamente. Nel 476 d.C., il capo germanico Odoacre depose l'ultimo imperatore romano d'Occidente, Romolo Augustolo, e si proclamò re d'Italia. Questa data è tradizionalmente considerata la fine dell'Impero Romano d'Occidente. L'Impero d'Oriente (Bizantino) continuò fino al 1453, quando Costantinopoli fu conquistata dai Turchi Ottomani.

Il diritto romano

Una delle più grandi eredità di Roma è il diritto. Dalle Leggi delle XII Tavole al Corpus Iuris Civilis (codificazione voluta da Giustiniano nel VI secolo), i Romani svilupparono un sistema giuridico sofisticato basato su principi razionali. La distinzione tra diritto pubblico e diritto privato, il concetto di contratto, di proprietà, di tutela, di responsabilità — tutto questo deriva dal diritto romano e è alla base dei sistemi giuridici dell'Europa continentale, dell'America Latina e di gran parte del mondo.

L'eredità di Roma

  • Diritto — il sistema giuridico romanistico è la base del diritto civile di gran parte del mondo.
  • Lingua — il latino è la base di tutte le lingue neolatine (italiano, spagnolo, francese, portoghese, romeno) e ha influenzato profondamente l'inglese.
  • Architettura e ingegneria — acquedotti, strade (oltre 80.000 km), ponti, anfiteatri (Colosseo), terme, basiliche.
  • Governo — concetti come repubblica, senato, censimento, dittatura, veto, elezione.
  • Calendario — il calendario giuliano (di Giulio Cesare, riformato da Sosigene) è la base del nostro calendario. I nomi dei mesi sono romani.
  • Cristianesimo — Roma fornì la struttura amministrativa e la lingua (latino) che permisero al cristianesimo di diffondersi in Europa.